Il Circle Time: come funziona e quando applicarlo!

Oggi parleremo del circle time, uno strumento fondamentale e che sarebbe molto bello se fosse applicato molto di più in classe. In una scuola che 

giudica e valuta gli alunni ancora con dei numeri e delle lettere e che è ancora ancorata ad uno stile frontale di insegnamento dove l’insegnante è appunto l’attore protagonista che impartisce lezioni dando stimoli uguali a tutti questa metodologia(frontale) si adatta male alle nuove esigenze degli alunni stessi specie a quelli con difficoltà per esempio iperattivi o dsa; diventa quindi necessario utilizzare nuove strategie e metodologie didattiche ed educative finalizzate a individuare le competenze del singolo ma anche a valorizzare le risorse e le differenze di ognuno. In questo contesto l’utilizzo del circle time diventa uno strumento davvero prezioso e per l’inclusione e per la partecipazione democratica di tutti. 

Il circle time è un metodo di lavoro utilizzato per facilitare la comunicazione e la condivisione, ma anche la conoscenza all’interno di un gruppo e quindi uno strumento molto importante che si può utilizzare in classe. Come funziona? I ragazzi vengono messi seduti in cerchio insieme all’insegnante e cominciano a dialogare. L’insegnante ha il ruolo di coordinatore e di mediatore all’interno del gruppo, propone degli argomenti che cominciano essere discussi e ognuno può dire la sua; si tratta di un metodo di lavoro che è stato introdotto recentemente nelle scuole, ma la psicologia umanistica l’aveva già ampiamente sperimentato negli anni 70 e maniera un pò meno scientifica anche i gruppi scout l’hanno sempre utilizzato.

E’ una metodologia che si prefigge diversi obiettivi: il primo è quello di migliorare l’ascolto specie nelle nuove classi o nei gruppi e nei contesti dove si cerca di realizzare inclusione, un altro obiettivo è quello di promuovere la partecipazione al dibattito degli alunni più timidi che solitamente sono quelli che tendono a rimanere in disparte e cercare invece di contenere quelli più esuberanti o più aggressivi poi c’è quello di favorire l’inclusione e di far emergere le competenze dei singoli partecipanti del gruppo e stimolare anche lo spirito critico cercando quindi di trovare delle soluzioni costruttive a dei problemi che vengono riportati. Perché questo cerchio magico, il circle time appunto, sia efficace ci sono delle regole che devono seguire sia gli insegnanti che gli alunni intanto la scelta del posto deve essere sempre lo stesso e possibilmente il circle time deve essere organizzato con cadenza regolare. La durata del circle time deve essere stabilita prima dell’inizio e deve essere sempre la stessa ad esempio circa 60 minuti; ci si posiziona tutti in cerchio, sia alunni che insegnante, in modo tale che tutti abbiano l’opportunità di guardarsi negli occhi e nessuno sia al centro del cerchio.

L’insegnante avrà il ruolo di moderatore del dibattito e modererà questo dibattito in maniera non impositiva e dando parola a tutti quanti.

Ci deve essere una scaletta di argomenti che verranno affrontati nei vari circle time decisi sia dall’insegnante che dagli alunni; qualora ci fossero delle situazioni problema riportate, a turno, tutti sono invitati a parlare e per non parlarsi sopra le regole che devono seguire gli alunni sono che devono alzare la mano prima di prendere parola. Per esempio ci può essere un rituale come il passaggio di un oggetto, come indossare un cappello piuttosto che passarsi una palla, chi ha l’oggetto in mano o il cappello sulla testa può parlare.

 Altre regole che devono seguire gli alunni sono quelle di non interrompere chi sta parlando, di non deriderlo o prenderlo in giro e quindi di aspettare il proprio turno per poter parlare, ma anche quello di proporre nuovi argomenti e nel momento in cui si parla di un argomento cercare di non uscire fuori tema.

 L’insegnante oltre al ruolo di moderatore dovrà impegnarsi a cercare di dare il giusto tempo, il giusto spazio a tutti quanti; dovrà incoraggiare come dicevo prima gli alunni più timidi e contenere quelli più aggressivi,laddove qualche intervento esce in maniera molto confusa e poco chiara dovrà anche riassumere i pareri di tutti e poi congratularsi con il gruppo per la riuscita del circle time e osservare tutte le dinamiche che avvengono all’interno del gruppo. Concluso il  circle time l’insegnante può decidere di avvalersi dell’utilizzo di una scheda dove appuntare tutto ciò che ha osservato e notato con indicatori verbali e indicatori non verbali, ad esempio nella parte degli indicatori verbali potrà riportare chi ha parlato oppure chi è rimasto in silenzio e il numero di interventi che sono stati fatti, mentre negli indicatori non verbali potrà inserire chi ha sbadigliato, chi è stato poco attento, chi è stato aggressivo, chi  ha teso a parlare sopra gli altri e chi partecipa, chi non partecipa, chi ha balbettato o altre indicazioni.

 Questa scheda di osservazione è molto importante per l’insegnante perché segnerà i vari passaggi evolutivi da circle time a circle time e l’insegnante potrà notare come i ragazzi pian piano, conoscendo questo strumento, potranno farlo loro e potranno veramente, ognuno con i suoi tempi, sentirsi parte di un gruppo e avere un ruolo attivo all’interno del gruppo stesso.

 mi auguro che questo sia uno strumento che sempre più insegnanti cominceranno ad utilizzare in classe in modo tale che gli alunni stessi potranno riconoscersi liberamente parte di un gruppo e rinsaldare quelli che sono i propri punti di forza.

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